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Misserio
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mwegMisserìo (mwewMissarìu in mwfasiciliano) è una località mwfqitaliana frazione di mwfgSanta Teresa di Riva, mwfwcomune italiano della mwgacittà metropolitana di Messina in mwgqSicilia.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Sull'origine del toponimo, sembrerebbe appurata l'origine mwiqgreca che, letteralmente, significa "in mezzo ai monti".
Sulle origini del borgo di Misserio sussistono diverse teorie.
In base ad una seconda teoria, sostenuta dal sac. Nunziato Mantarro (1921-2009), mwkgparroco di questo villaggio tra il mwkw1944 ed il mwla2005, Misserio risale all'mwlqepoca tardo romana, allorquando genti provenienti dalla città di mwlgMessina si spinsero tra i mwlwMonti Peloritani alla ricerca di pascoli e terra coltivabile. Nacque così mwmaMissaniorum Pagus, ossìa il "villaggio dei messinesi". Questa tesi potrebbe essere avvalorata da due eventi: il primo accaduto verso il mwmq362 (come testimoniano rinvenimenti archeologici) quando la città di mwmgMessina venne devastata da un violentissimo sisma che ne fece diminuire drasticamente la popolazione; il secondo, nei primi anni del mwmwV secolo, quando i mwnaVandali effettuarono ripetute incursioni che indussero le popolazioni a cercare luoghi più sicuri tra i mwnqMonti Peloritani.
Secondo lo storico locale Carmelo Ucchino, sostenitore della terza teoria, Misserio avrebbe avuto origine durante la migrazione greca verso la mwnwSicilia, il toponimo deriverebbe dal greco mwoaMessarìa, col quale ancora oggi si denomina un borgo dell'isola greca di mwoqSantorini. mwogMessarìa, tradotto in italiano significherebbe "tronco di mwowleccio".
Infine, secondo lo storico annalista messinese mwpqCaio Domenico Gallo, Misserio venne fondato, verso il IV secolo a.C., da mwpgZanclei, che, provenienti da mwpwMilazzo, avevano oltrepassato la dorsale dei mwqaMonti Peloritani. Purtroppo a tutt'oggi non sono visibili tracce archeologiche che possano aiutare a capire quale di queste congetture sia più verosimile.
Le prime notizie storiche certe risalgono al mwqg1139, anno in cui il borgo di mwqwMissarium venne inglobato, ad opera del mwraRe di Sicilia mwrqRuggero II, nella nascente mwrgBaronia di mwrwSavoca. Qualche secolo più tardi, siamo nel mwsa1676, nel pieno della mwsqRivolta antispagnola di Messina, Misserio viene definito importante mwsgCasale di mwswSavoca dalla mwtaCapitolazione della Terra di Savoca alle Armi francesi. L'importanza di tale centro abitato è testimoniata dal fatto che nel mwtq1707 venne riedificata (ad opera di tal Girolamo Conte da mwtgRoccalumera) l'attuale chiesa di mwtwSan Vito Martire, già dotata di mwuacripta sotterranea per la sepoltura dei notabili e dei sacerdoti. Sicché, a Misserio si era affermata una sorta di classe "aristocratica terriera". Nel mwuq1757, Misserio constava di 50 case e 108 abitanti. Il villaggio seguì le sorti di mwugSavoca fino al mwuw1817; nel mwva1820, venne accorpato al comune di mwvqCasalvecchio Siculo, per poi, dal mwvg1929, essere staccato da questo e definitivamente accorpato al comune rivierasco di mwvwSanta Teresa di Riva.
Gli abitanti di Misserio lottarono a lungo contro mwwqSavoca, mwwgCasalvecchio Siculo e mwwwSanta Teresa di Riva, al fine di veder realizzato il loro sogno: l'autonomia comunale; questo sogno non si realizzò mai. Nel mwxa1901, Misserio contava 769 abitanti; tra il mwxq1911 ed il mwxg1931 arrivò a superare le 900 unità; in seguito, a causa dell'emigrazione la popolazione diminuì sensibilmente. La borgata di Misserio è ripartita in vari quartieri, tra cui: Cresianova, Acqua Mantarro, Sturiale, Padano, San Vito, Olivarella e Carcara.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di San Vito
L'attuale edificio sacro venne ricostruito nel mwaw1706/mwba1707 (ad opera del capomastro Girolamo Conte da mwbqRoccalumera) su preesistenti impianti di mwbgepoca romana e mwbwmedioevale. Pregevole l'altare maggiore in marmo policromo realizzato da tal mwcaS. Seminara nel mwcq1898. Nel mwcg1911, l'edificio venne ampliato a spese degli abitanti del villaggio. Nel mwcw1924 diventa sede di parrocchia autonoma, essendo la stessa segregata dall'Arcipretura di mwdaCasalvecchio Siculo. Nel mwdq1956 viene restaurato il prospetto esterno, che assume la forma che ancora oggi presenta. Nel mwdg1968 è stata scoperta, nel sottosuolo della chiesa, un'antica mwdwcripta medievale (appartenente al preesistente edificio di culto) ove, nel mweaSettecento, trovavano sepoltura i sacerdoti ed i notabili di Misserio, questa cripta è stata restaurata, assieme alla chiesa, dalla Sovrintendenza ai beni artistici nel mweq2004 ed è attualmente visibile. In detta cripta sono stati rinvenuti anche due colatoi per l'essiccazione dei cadaveri. La chiesa conserva altresì sei affreschi a lunetta realizzati nel mweg1981 dall'artista locale mwewAntonino Ucchino. mwfaSan Vito Martire è il santo patrono della parrocchia e del villaggio di Misserio e si festeggia il 15 giugno di ogni anno. Maggiore attenzione è riservata alla mwfqMadonna del Carmelo, infatti, la terza domenica di luglio di ogni anno si tengono i solenni festeggiamenti in onore alla Santa Vergine seguiti da una grande moltitudine di fedeli. cite-ref-1[1]
Chiesa della Madonna del Carmelo
Questo edificio sacro, a navata unica, è ubicato nella parte alta di Misserio, precisamente in località Padano. Venne edificato nel mwha1953 a spese degli abitanti di Misserio. Questa chiesa è stata utilizzata pochissimo dai fedeli di questa frazione collinare, solo in periodi in cui la parrocchiale di San Vito risultava chiusa al culto a causa dei lavori di restauro che nel corso dei decenni si sono susseguiti. Attualmente risulta chiusa al culto da tanti anni, è in precarie condizioni statiche (tanto che è stata transennata) e non presenta nessuna opera di pregio né all'interno né all'esterno. Per tali motivi sia il comune di mwhqSanta Teresa di Riva che la mwhgCuria messinese hanno pensato di demolirla e sostituirla con delle strutture sociali, ricreative e sportive destinate alla fruizione dei cittadini di Misserio.
Chiesa di Santa Maria Assunta
Di questa chiesa, ormai scomparsa, rimane solo il ricordo. Il fatto che sia stata dedicata all'mwiqAssunzione di Maria Vergine, fa pensare che sia stata edificata, attorno al mwigXII secolo, dai mwiwMonaci basiliani che avevano un piccolo convento nelle vicinanze, detto convento era ancora esistente alla fine del mwjaXVI secolo. Sorgeva nel quartiere Cresianova ("Chiesa nuova") sul sito ove oggi è presente una piazzetta che ricalca ancora la sagoma absidale di detto edificio sacro. Dai registri parrocchiali di Misserio risulta che, almeno fino all'anno mwjq1829, la chiesa era adibita a cimitero del popolo minuto del villaggio, i notabili ed i sacerdoti erano tumulati nella cripta della chiesa di San Vito. Secondo lo storico locale Carmelo Ucchino, i muri perimetrali ed i ruderi dell'mwjgabside della chiesa erano visibili fino al mwjw1940 circa. Successivamente si procedette alla totale demolizione facendo posto all'attuale piazzetta. A tutt'oggi, di questa antica chiesa rimane solo una piccola campana (custodita nella chiesa di San Vito) che reca inciso l'anno mwka1712 ed il nome D. Carmelo Finocchio.
Note
cite-note-11. ↑ mwlwmwmamwmqCopia archiviata, su mwmgcomune.santateresadiriva.me.it. mwmwURL consultato il 25 settembre 2017 mwna(archiviato dall'mwnqurl originale il 25 settembre 2017).
Bibliografia
• Santi Muscolino, mwoqSavoca, un forziere pieno di meraviglie. Ed. Maggioli, mwog1968.
• sac. Mario D'Amico, mwpaPalachorion. Ed. Giannotta. mwpq1979.
• Vincenzo Pugliatti, mwpwSanta Teresa di Riva fu una città Fenicia? Pubblicazione fuori commercio edita dalla mwqaProvincia di Messina mwqq1985.
• Giuseppe Caminiti, mwqwStoria di Santa Teresa di Riva. Ed. EDAS, mwra1996.
• Santo Lombardo, mwsgLa presenza ebraica nella Terra di Savoca e dintorni. Ed. dal Comune di Savoca. mwsw2006.
• Carmelo Ucchino, mwtqLe Valli d'Agrò, di Savoca e di Pagliara. Ed Antonello da Messina. mwtg2008
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